Studio Dedalo

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Filosofia

Dedalo, figlio di Metione, originario di Atene, fu un grande architetto, scultore ed inventore. Accolto a Creta dal re Minosse, vi costruì un grande labirinto, particolarmente intricato, in cui fu rinchiuso il Minotauro, creatura mostruosa, mezzo uomo e mezzo toro, generato da Pasifae con il toro sacro inviato da Poseidone.
In questo labirinto vi fu poi rinchiuso lui stesso, Dedalo, l’inventore, con il figlio Icaro; l’enigma era talmente ben congegnato che risultava irrisolvibile anche per lui e uscire da quel labirinto era un’impresa assolutamente impossibile.
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Ma l’illuminazione arrivò, un’idea geniale; costruì per sé e per il figlio due paia d’ali, con cera e penne d’uccello. Con quelle spiccarono il volo e poterono evadere dalla loro prigionia.
Dedalo fu quindi vittima lui stesso della propria cervellotica costruzione, da cui non sarebbe mai più uscito se non attraverso un’alternativa, una via del tutto nuova e rivoluzionaria.

Non sono né vivo né sano, né morto né malato; allora soltanto comincerò a vivere e a star bene, quando troverò l’uscita di questo labirinto. A tal fine tutto son rivolto, a questo solo mi adopro.(Francesco Petrarca)

L’idea di labirinto ci riporta a diversi concetti caratterizzati da una struttura complessa e tortuosa; l’architettura intricata del cervello per esempio, cunicoli di città sotterranee, nobili giardini con siepi incrociate a perdita d’occhio.
Anche nei nostri castelli in aria, passaggi segreti e corridoi si intersecano creando percorsi infiniti, in cui perdersi e in cui perdere il fil rouge che ci permetta di capire se cercare un’uscita o addentrarsi verso il centro del proprio essere.
Un percorso doloroso ed articolato, perfino rischioso se affrontato senza un valido aiuto, senza uno o più compagni di viaggio.
Sostenere ed accompagnare il paziente in questo difficile percorso è la fondamentale ambizione del processo terapeutico e della relazione d’aiuto. Non si tratta di indicare la strada giusta al paziente, perché non vi sono strade giuste o sbagliate. Non si tratta di proporgli un altro labirinto, il nostro, in cui si sentirà ancora più perso. Non si tratta di cercare spasmodicamente un’uscita, spesso è introvabile.

Labirinto